Librem 5 di Purism, in arrivo uno smartphone con Gnu/Linux

di Francesco Taglialavoro

La diversità della compagnia americana Purism rispetto ad altre nell’ambito Ict si intuisce dal nome. Si dichiarano “puri”; per i device che mettono in commercio adoperano hardware e software che “non spiano” l’utente. Dal 2015 questa azienda di San Francisco ha costruito dei notebook, adesso sta raccogliendo fondi per realizzare uno smartphone (Librem 5) con un prezzo di partenza di 599 dollari.

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Destiny 2, una lunga storia d’amore a colpi d’arma laser

di Dario Marchetti

La prima regola del club di Destiny è che un gioco del genere o si ama o si odia. Non ci sono mezze misure, sfumature, se, ma, forse. Con un budget stellare e la promessa di un orizzonte di gioco lungo 10 anni, nel 2014 la sparatutto online di Bungie aveva subito dato vita a due fronti: da un lato i delusi, rimasti scottati da un titolo effettivamente ancora acerbo e non certo privo di difetti; dall’altro gli innamorati, consci di questi difetti ma anche delle grandi potenzialità di un mondo che aveva davanti ancora molti anni di vita. Oggi, dopo quattro espansioni e un sequel fresco di pubblicazione, possiamo dire che i secondi si sono presi una bella rivincita.

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Metroid Returns, ora Samus ci segue dovunque

di Dario Marchetti

Se Lara Croft è diventata famosa per le sue forme poligonali, ci sono eroine dei videogames che hanno fatto la storia senza mostrare nemmeno un centimetro di pelle. Come Samus Aran, la taciturna cacciatrice di taglie di casa Nintendo, perennemente trincerata dentro la sua armatura spaziale ma non per questo priva di carattere. Dal 1986 a oggi Samus è stata protagonista di decine di titoli della saga Metroid, tra cui la fortunata trilogia Prime uscita a cavallo tra Gamecube e Wii. E per la gioia di molti (sottoscritto compreso) oggi, dopo 7 anni dalla debacle di Metroid: Other M, la ragazza in armi è finalmente tornata in attività.

 

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Knack 2, il ritorno del gigante buono di Sony

di Dario Marchetti

In un’era videoludica nella quale i platform, fatta eccezione per Mario, sono vestigia di un ormai antico passato, fatto di titoli spensierati, divertenti al punto giusto e (soprattutto) giocabili anche dai meno esperti. Proprio per questo Knack 2, seguito di uno dei titoli di lancio di Playstation 4, rappresenta un rilassante diversivo. Da mangiare a spizzichi e bocconi tra uno sparatutto online e l’ultimo, spericolato titolo open-world.

Piccoli grandi eroi
Vale la pena dire che la mente dietro Knack è un certo Mark Cerny, oggi uomo chiave di Sony ma che nel corso degli anni ha lavorato su icone come Crash Bandicoot, Spyro, Jak & Daxter e Ratchet & Clank. Il primo capitolo, uscito quattro anni fa, era stato criticato soprattutto per un gameplay ripetitivo e poco profondo, accompagnato da un art design blando e poco ispirato. Knack 2 riparte proprio da quei difetti, ma stavolta per correggerli. Il protagonista, dal quale il gioco prende il nome, è una creatura magica in grado di trasformarsi, passando dal formato “mini”, utile per attraversare cunicoli e anfratti, a quello “maxi”, un colosso in grado di sferrare calci, pugni e attacchi speciali.

Pugni e piattaforme
Questo secondo capitolo è migliore sotto il punto di vista del combattimento, con abilità da sbloccare man mano che si avanza nei livelli, attacchi più variegati e incontri più bilanciati. Ma anche sotto quello del level design, con sezioni tipicamente platform più frequenti e finalmente degne di questo nome, ma anche momenti di azione furtiva e altri di caos, magari alla guida di un carro armato. Torna anche il sistema di gioco cooperativo: in qualsiasi momento un secondo giocatore potrà unirsi alla partita, controllando un secondo Knack di colore blu. Divertimento che raddoppia però anche grazie alla possibilità di sferrare speciali mosse combinate.

Buona la seconda
Possiamo dire con certezza che Knack 2 riesce nel compito di assolvere i peccati del suo predecessore. Quello che ancora manca a questa creatura in realtà è un’identità in grado di trasformarlo in una vera e propria icona: il punto più debole di Knack rimane infatti un cast di personaggi un po’ banali (cattivoni compresi), ambientazioni stupende a livello visivo ma non in termini narrativi e un eroe che, almeno per ora, non riesce a bucare lo schermo. Analisi semantiche a parte, Knack 2 è un titolo divertente nel senso più puro del termine, perfetto per sessioni di gioco brevi ma intense, magari con genitori e figli seduti insieme sul divano. Il che, cari mamme e papà, non è affatto poco.

Observer, quando la mente è un labirinto senza uscita

di Dario Marchetti

Un futuro remoto, fatto di grattacieli e sobborghi, vicoli fumosi, pioggia, cemento, vetro, insegne al neon. Se state pensando a Blade Runner, non siete poi così fuori strada. Perché Observer, un videogame di esplorazione dai toni horror e cyberpunk, è quanto mai vicino alle atmosfere del capolavoro firmato da Philip K. Dick su carta e portato al cinema da Ridley Scott. E che ora sta per tornare sul grande schermo.

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Roma, dal Campidoglio via alla transizione al Software Libero

di Francesco Taglialavoro

“L’Amministrazione capitolina ha avviato il percorso di transizione degli attuali sistemi informatici verso software libero. In attuazione della delibera di Giunta n.55 del 2016 che impegna il Comune all’uso di software libero o a codice sorgente aperto, e’ stata completata l’analisi delle spese sostenute dalle precedenti consiliature per l’acquisto di licenze e per sviluppo e manutenzione del software”. Lo annuncia il Campidoglio.

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LawBreakers, lo sparatutto giusto al momento sbagliato

di Dario Marchetti

A molti lettori il nome Cliff Bleszinski non dirà praticamente nulla. Ma scommetto che se vi dico Gears of War, probabilmente si accenderà più di una lampadina. Ecco, il signor Cliff è stato il papà della fortunatissima saga sparatutto che ha trainato a lungo le vendite di casa Microsoft da Xbox 360 in poi. Dopo aver lasciato le redini del progetto nel 2012, nel 2014 Bleszinski fonda uno studio di sviluppo tutto suo. Per poi dare vita, dopo tre anni di lavoro, a una nuova, scintillante creatura. Che, inutile dirlo, non abbandona gli esplosivi lidi del genere sparatutto.

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Hellblade, viaggio (virtuale) al termine della notte

di Dario Marchetti

Senua è una giovane guerriera celtica. Senua ha una missione: scendere gli scalini di Helheim, l’inferno di stampo norreno, e riportare in vita il suo amato Dillion, brutalmente ucciso da un gruppo di vichinghi. Senua sa che si tratta di un viaggio di sola andata. Senua sa che dovrà affrontare l’oscurità che la divora, quelle mille voci che a ogni passo urlano, ringhiano, sussurrano, ripetendo ossessivamente tutto e il contrario di tutto. Senua, infatti, soffre di una grave forma di schizofrenia. E altro che psichiatri e psicofarmaci: per tentare di riemergere dagli abissi non le rimane altro che se stessa.

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Sonic Mania, l’antologia del porcospino blu

di Dario Marchetti

Mario e Sonic sono state (e sono tutt’ora) due grandi mascotte dell’universo videoludico. Ma se col passare degli anni l’idraulico italiano di casa Nintendo è riuscito a evolversi, diventando protagonista negli anni di titoli sempre innovativi e di grande qualità, lo stesso non può dirsi per il porcospino blu di Sega. Che dopo un epoca d’oro vissuta sul Mega Drive dalla fine degli anni ‘90 e con l’avvento delle tre dimensioni, Sonic è scivolato in un terribile limbo fatto di giochi tediosi e scadenti. Anno dopo anno, generazione dopo generazione di console, Sega ha provato e riprovato a indovinare una formula corretta, riuscendo però solamente a inanellare una lunga serie di dolorosissimi flop. A Sonic Mania, appena uscito su PC, Xbox One, PS4 (e presto su Nintendo Switch), è stato quindi affidato un compito mica da poco: salvare Sonic da sé stesso. Continua a leggere