Ni No Kuni II, ritratto del Re da giovane

di Dario Marchetti

 

Allacciate le cinture: un missile colpisce una grande metropoli degli Stati Uniti, ma il Presidente sopravvive perché viene magicamente teletrasportato in un altro mondo. Qui, ringiovanito di qualche decennio, si ritroverà ad aiutare il giovane Evan nel rifondare il regno che fu di suo padre, assassinato dal perfido Mausinger, una sorta di Jafar di aladiniana memoria, ma con le sembianze di un topo di fogna. Tutto regolare, parliamo di un videogioco made in Japan con ambientazione fantasy, ovvero Ni No Kuni II: Revenant Kingdom (PS4, PC), sequel di quel Ni No Kuni che una manciata di anni fa aveva trasporto in forma videoludica le suggestioni dello Studio Ghibli, quello del maestro Hayao Miyazaki (Il mio vicino Totoro, Porco Rosso, La Città Incantata, Il castello errante di Howl e tanti, tanti altri).

Continua a leggere

Italian Video Game Awards, trionfa Zelda ma l’Italia sa il fatto suo

Il Drago D’Oro è morto, viva il Drago D’Oro. Gli “Oscar” italiani del videogioco cambiano nome in Italian Video Game Awards e dopo sei anni traslocano da Roma a Milano. A trionfare è stata Nintendo, che si è portata a casa le due statuette più ambite, col Game of the Year per Zelda: Breath of the Wild e Best Game Design per Super Mario Odyssey. Tanti premi anche per produzioni di stampo più indipendente, di cui abbiamo parlato proprio su questo blog: Best Audio per Nier:Automata, Best Narrative per Prey, Best Art Direction per Cuphead e Best Character per Senua, protagonista di Hellblade.

Ma a brillare più dell’anno scorso sono stati gli italiani, grazie alle figure di Davide Soliani e Massimo Guarini, papà rispettivamente di Mario + Rabbids Kingdom Battle e Last Day of June. Il primo s’è portato a casa tre statuette (tra cui Best Family Game e Best Italian Game), il secondo, grazie anche alla collaborazione col musicista Steven Wilson, ha vinto il premio come Game Beyond Entertainment, per quei videogiochi in grado di trascendere il semplice intrattenimento e raccontare, anzi, farci vivere e ri-vivere storie ed emozioni inedite. Last, but not least, il miglior debutto italiano assegnato ai bravi e giovanissimi ragazzi di Caracal Games, che con Downward hanno dimostrato di avere la giusta stoffa.