La frustrante lotta per ricordare le password

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di Francesco Taglialavoro

(Foto Ansa/Epa/Julian Stratenschulte)

Dimenticare spesso le password di una serie di account e siti web dipende molto dalla frequenza con la quale le si utilizza, oltre che dall’importanza delle parole chiave stesse. Inserirle più volte facendo il ‘log in’ aiuta a ricordarle, anche se molti siti non le richiedono spesso, perché la memoria umana risente del numero di volte in cui le si digita. Lo sostiene uno studio della Rutgers University, pubblicato negli atti del ventisettesimo Usenix security symposium a Baltimora. “I siti web si concentrano sul dire agli utenti se le loro password sono deboli o forti, ma non fanno nulla per aiutare le persone a ricordare le password”, evidenzia Janne Lindqvist, coautrice dello studio. I ricercatori sono partiti dal fatto che le password testuali sono difficili da ricordare e spesso si tende a  preferire parole chiave semplici e non sicure. La ricerca ha dimostrato che la memoria umana si adatta naturalmente in base a una stima della frequenza con cui sarà necessaria una password. Le parole chiave utilizzate di frequente hanno meno probabilità di essere dimenticate e i progettisti di sistemi secondo gli studiosi devono considerare il contesto in cui vengono utilizzate le password e il modo in cui la memoria funziona nel tempo. “Quella con le password è una lotta ingaggiata da molte persone,  perché si ha bisogno di averne diverse al giorno d’oggi”, aggiunge Lindqvist. “Ci si sente frustrati – aggiunge – una nostre principali scoperte include il fatto che la dimenticanza delle password si allinea bene con una delle teorie psicologiche della memoria che predicono proprio l’attitudine a dimenticare le parole chiave”.

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