Intermundia Genesis, quando il reale incontra il virtuale

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di Dario Marchetti

 

 

Scrivere un libro sui videogiochi è cosa abbastanza facile. Basta entrare in una qualsiasi libreria per trovare interi scaffali zeppi di volumi che espandono le storie degli universi videoludici di Halo, Assassin’s Creed, Gears of War e tanti altri. Ma scrivere un libro che faccia vivere al lettore le dinamiche di un videogioco, raccontando insieme il mondo virtuale e quello reale, con regole diverse ma spesso simili, è tutt’altra cosa. L’esperimento più celebre, grazie anche al recente film di Steven Spielberg, è quel Ready Player One di Ernest Cline, praticamente un’overdose di nerd power e nostalgia anni ‘80. Temi che oggi vanno di grande moda ma che nel 2010, quando il libro uscì, erano molto più di nicchia. Nello stesso filone, anche se con presupposti molto diversi, si inserisce Intermundia Genesis, primo libro di una trilogia scritta da Giorgio Catania, videogiocatore accanito e giornalista, che oggi lavora in Aesvi, dove si occupa dei rapporti con gli sviluppatori nostrani.

 

 

Il libro prende il via all’interno di Genesis, mondo di gioco virtuale a tema fantasy (chiaramente ispirato a World of Warcraft) che insieme a Exodus e Apocalypsis forma il trittico dei server di Intermundia. Il protagonista, Mar, uno dei più forti in circolazione, viene chiamato dagli amministratori del sistema, chiamati Guardiani, per affrontare una spinosa e segreta missione: sgominare un gruppo di ribelli che ha osato opporsi al volere e alle regole di reggenti. Come in ogni storia degna di questo nome, Mar sarà accompagnato da altri giocatori, ognuno con il suo carattere e i propri segreti da nascondere. Perché questi personaggi virtuali sono allo stesso tempo persone reali, dotate di debolezze e punti di forza, e ai quali ci si affeziona praticamente subito.

 

 

Nelle prime 40 pagine la scrittura risulta un po’ imbalsamata, complice anche la necessità di prendere per mano i non esperti, ai quali l’autore spiega il significato dei tanti termini che compongono lo slang dei videogiocatori. Ma una volta fatta chiarezza su HP, MP, loot e quest, la storia procede senza intoppi, con scene di combattimento coinvolgenti e ben raccontate, infarcite qui e lì da piccole-grandi citazioni che i giocatori veterani si divertiranno a riconoscere. Certo, c’è forse qualche momento un po’ troppo ripetitivo, ma nulla che vada a incidere sulla qualità del libro in generale. La vera forza di Intermundia Genesis sta nella sua capacità di legare reale e virtuale, ricordandoci che per quanto fittizi questi mondi poligonali sono abitati da persone. E infatti sono proprio gli avvenimenti della realtà a guidare e plasmare la trama e i suoi colpi di scena, regalando alla spensieratezza del videogame una forza di gravità radicata nelle gioie e nei dolori che affrontiamo nella vita di tutti i giorni.

 

Come ogni trilogia, il libro si conclude con un cliffhanger, un finale sospeso che rimanda inevitabilmente al secondo volume (che l’autore ci ha detto essere già in lavorazione). E visto che non vediamo l’ora di sapere come proseguirà il tutto, possiamo dire che ci troviamo di fronte a buon libro, il primo volume di un’opera che ha tutto il modo e il tempo di crescere. Come dimostrato anche dai quattro racconti brevi piazzati dopo il finale, quattro frammenti di storia che, insieme alle stupende illustrazioni di Stefano Manieri, vanno ad arricchire ulteriormente la lore di Intermundia.

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