Ni No Kuni II, ritratto del Re da giovane

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di Dario Marchetti

 

Allacciate le cinture: un missile colpisce una grande metropoli degli Stati Uniti, ma il Presidente sopravvive perché viene magicamente teletrasportato in un altro mondo. Qui, ringiovanito di qualche decennio, si ritroverà ad aiutare il giovane Evan nel rifondare il regno che fu di suo padre, assassinato dal perfido Mausinger, una sorta di Jafar di aladiniana memoria, ma con le sembianze di un topo di fogna. Tutto regolare, parliamo di un videogioco made in Japan con ambientazione fantasy, ovvero Ni No Kuni II: Revenant Kingdom (PS4, PC), sequel di quel Ni No Kuni che una manciata di anni fa aveva trasporto in forma videoludica le suggestioni dello Studio Ghibli, quello del maestro Hayao Miyazaki (Il mio vicino Totoro, Porco Rosso, La Città Incantata, Il castello errante di Howl e tanti, tanti altri).

Un gioco, molte facce

Nonostante un’adolescenza passata in compagnia di Final Fantasy, chi vi scrive non è proprio un amante sfegatato dei giochi di ruolo alla giapponese, che spesso (fatte le dovute eccezioni) rimangono ancorati a stilemi ormai superati e tediosi. Non è il caso di Ni No Kuni, che ha abbandonato il combattimento a turni in favore di un sistema più “action”: ogni volta che si incontra un avversario, il giocatore può controllare uno fra tre personaggi, muovendosi e agendo liberamente sul campo di battaglia. In questo modo gli scontri, anche quelli ripetitivi, risultano sempre rapidi e indolori, senza mai arrivare a causare stati di frustrazione. Ni No Kuni II poi cambia pelle in continuazione, includendo al suo interno diversi generi, con puzzle da risolvere, armate da comandare sul campo come nei titoli strategici e un ricco sistema di “amministrazione” ed evoluzione del nostro neonato regno.

Per uno, per tutti

Insomma, Ni No Kuni II non indugia sul cosiddetto “grind”, non vuole essere un titolo hardcore, pensato per pochi accoliti. Anzi. Forte del suo comparto grafico fantasioso e colorato, chiaramente influenzato dai lavori di Miyazaki e compagnia, cerca di parlare a tutti, offrendo un’esperienza di gioco trascinante e appetibile anche ai meno esperti, con pochi personaggi ben delineati e un sistema di progressione semplificato. Come in altri casi, l’obiettivo degli sviluppatori non è la destinazione, che spesso coincide con superboss segreti e oggetti leggendari, ma il viaggio, ovvero una “classica” storia di formazione per piccoli e grandi. Un genere eterno, che non invecchia mai perché, al di là di mondi di realtà e di fantasia, crescere rimane sempre e comunque un’avventura straordinaria.

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