Cyberpunk, pixel e fantasy: cinque giochi “indie” da non perdere

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di Dario Marchetti


RUINER
Anno del signore 2091. Rengkok è una megalopoli di metallo e schermi al plasma, dominata da corporazioni e criminali, che spesso sono la stessa cosa. Un incubo cyberpunk al neon rosso nel quale si muove il silenzioso (ma pragmatico) protagonista di Ruiner, piccolo grande capolavoro dello studio Reikon Games. L’impostazione è quella di uno sparatutto con visuale isometrica, cioè dall’alto, ma il sistema di combattimento è tutto fuorché stereotipato. Tra armi da corpo a corpo, armi da fuoco, scudi energetici e schivate, i punti abilità possono essere ridistribuiti in qualsiasi momento del gioco, adattandoli ai punti di forza (o debolezza) della prossima schiera di nemici o, peggio, a uno dei temibili boss. Ruiner in qualche modo ricorda i frenetici scontri di Hotline Miami, altro grande successo indie, ma qui c’è più spazio per la tattica, nonostante il caos di proiettili, fumo e luci che spesso occupa gran parte della schermata. Un gioco non adatto a tutti, soprattutto perché il livello di sfida è bello alto, ma con personalità da vendere e un impianto artistico da urlo.

SONGBRINGER
Prendi il meglio di Zelda in due dimensioni, dagli una spolverata di pixel belli grossi, mescola con un po’ di Star Wars e nonsense e otterrai Songbringer, opera del californiano Nathanael Weiss. Questo gioco al limite dell’assurdo basa (quasi) tutto sul fattore casualità: all’inizio di ogni partita bisognerà infatti scegliere una parola di sei lettere, utilizzata dal codice per generare un mondo di gioco inedito, composto da una mappa globale, 10 dungeon da esplorare e 13 boss da sconfiggere. Un sistema che assicura una lunga rigiocabilità, ma che rischia anche di creare mondi dove la progressione risulta davvero difficile, se non impossibile. Poco male, anche perché tra grafica retrò, dialoghi allucinati (e allucinanti) e un gameplay basato sulla solida formula di The Legend of Zelda, annoiarsi è praticamente impossibile.

HOB
I ragazzi di Runic Games si sono fatti un nome con la saga di Torchlight, forse il migliore “clone” di Diablo mai visto in circolazione. Ora però sono pronti a cambiare genere con Hob, un platformer coloratissimo e al contempo ricco di mistero. La storia è semplice: in un mondo in rovina l’eroe è chiamato a intervenire per sconfiggere un’epidemia che sta facendo piazza pulita di flora e fauna. Il design di luoghi e personaggi mescola sapientemente tecnologia e antichità, robot e rovine, un po’ Journey un po’ Zelda. Gli sviluppatori poi sono riusciti nel compito di trasformare lo stesso mondo di gioco in un gigantesco, immenso puzzle, composto da terre mutevoli in grado di cambiare forma e disposizione, regalando continui momenti di pura meraviglia. Una piccola gemma.

BATTLE CHASERS: NIGHTWAR
Per molti videogiocatori, Joe Madureira è il nome dietro agli ottimi titoli della serie Darksiders. Prima di fare il game designer però Madureira ha lavorato come autore di fumetti per la Marvel e la Image Comics. E non a caso l’ultimo gioco a sua firma, Battle Chasers: Nightwar, è allo stesso tempo continuazione e punto di ingresso della saga iniziata su carta nel 1998 e rimasta in letargo dal 2001. Grazie a Kickstarter, Madureira ha completato con successo questo titolo che ha l’impianto di un gioco di ruolo alla giapponese (Final Fantasy, per intenderci) condito dallo stile artistico tipico del fumetto americano. Il tutto ripensato per i videogiocatori degli anni duemiladieci, con meccaniche accattivanti e una storia ricca di contenuti.

STEAMWORLD DIG 2
Nel 2014 il primo episodio di questa serie, ambientata in un far west robotico e steampunk, aveva già riscosso un discreto successo. Ora il seguito, con una storia direttamente collegata al titolo precedente, promette di fare ancora meglio. Il sistema di gioco è lo stesso: nei panni di un robot minatore dovremo addentrarci nelle profondità del pianeta per scavare, raccogliere minerali preziosi, sbloccare nuovi potenziamenti e accedere così ad aree prima irraggiungibili. Il tutto condito da personaggi bizzarri e dialoghi sopra le righe. La versione per Nintendo Switch è un vero must.

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