Librem 5 di Purism, in arrivo uno smartphone con Gnu/Linux

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di Francesco Taglialavoro

La diversità della compagnia americana Purism rispetto ad altre nell’ambito Ict si intuisce dal nome. Si dichiarano “puri”; per i device che mettono in commercio adoperano hardware e software che “non spiano” l’utente. Dal 2015 questa azienda di San Francisco ha costruito dei notebook, adesso sta raccogliendo fondi per realizzare uno smartphone (Librem 5) con un prezzo di partenza di 599 dollari.

Si tratta di una campagna di raccolta fondi “tutto o niente”: in pratica l’azienda chiede a chi è interessato di prenotare un telefono impegnando la cifra; se l’obiettivo dichiarato della raccolta (un milione e mezzo di dollari) viene raggiunto entro una certa data (23 ottobre 2017), allora gli ordini partono e dopo un certo periodo di tempo gli smartphone raggiungono gli acquirenti che lo avevano pre-acquistato; se la raccolta fallisce, nessuno smartphone viene costruito e i fondi acquisiti vengono restituiti.

Librem 5 ha un suo sistema operativo che si chiama PureOS che è basato sulla distribuzione Linux Debian e questo renderebbe – a detta di Purism – il telefono sicuro e attento alla privacy. Le applicazioni che verranno usate in questo smartphone non sono quelle più usate (Whatsapp, tra tutte) negli altri smartphone.  Invece è stato scelto di installare nativamente Matrix, programma per la comunicazione istantanea, che non richiede dati degli utenti. Chi vorrà usare sul telefono app tipiche di Android potrà farlo in un “isolation container”.

Il Ceo di Purism è Todd Weaver; gli abbiamo chiesto di descrivere la sua azienda

“Noi vendiamo e consegniamo i computer portatili Librem 15 e Librem 13, e anche un tablet convertibile 2-in-1 Librem 12 in fase di pre-ordine. Il nostro telefono Librem 5, è in crowdfunding, al termine capiremo se  lo fabbricheremo o no. La nostra compagnia è una “Social Purposes Corporation” (o SPC, un tipo di entità for-proft  in qualche stato degli Usa che permette alle aziende  di considerare aspetti sociali o ambientali prima di effettuare delle decisioni invece di avere obiettivi unicamente legati al profitto) e siamo in attività dal 2014, da qualche anno pertanto,  abbiamo consegnato pacchetti hardware e software costruiti attorno ai temi della privacy e della sicurezza.”

Quanti telefoni potreste vendere?

“È una cifra che crescerà nel corso del 2018 e una volta che consegneremo nel 2019 ci attendiamo un numero che si misurerà nelle decine di migliaia.”

Quanti lavorano e cooperano con Purism e qual è l’età media?

“Purism ha 18 impiegati a tempo pieno e circa 15 contrattisti nel mondo per l’assemblaggio; non è fondamentale per noi il genere, l’età, il luogo di residenza e il look del nostro staff, ci interessa solo che la gente sia corretta e che possa aiutare ad avanzare le nostre idee sui diritti digitali nei prodotti rendendoli convenienti.”

Esistono delle connessioni tra voi e la Fsf di Stallman o con la Linux foundation?

“Comunichiamo e condividiamo le stesse convinzioni della Free software foundation e di Richard Stallman, e lavoriamo per andare oltre le critiche solitamente rivolte alla Fsf proprio realizzando prodotti che sono convenienti e che aderiscono agli obiettivi della fondazione per il software libero. Non siamo affiliati in alcun modo con la Linux Foundation (né con il gruppo di grandi aziende che li finanziano).”

Siete una branca del progetto Debian?

“No, ma tutti i nostri sviluppatori sono attualmente sviluppatori di Debian e noi ci allineiamo quasi interamente con il progetto Debian.”

Cosa pensi della fine del supporto Canonical a Ubuntu touch e, in generale, non ritieni che le compagnie che preferiscono Linux e che hanno provato ad essere alternative a Apple iOS, Android e Windows phone  (FirefoxOs, Jolla, Ubuntu touch, Fairphone, Replicant) dovrebbero unirsi per affrontare questi giganti insieme?

“Purism sta facendo esattamente questo: collaboriamo con Gnome, Kde, Debian, la Fsf per creare un telefono supportato da una comunità, piuttosto che qualcosa che sembra separare o dividere questi gruppi.

FirefoxOS non aveva un flusso di entrate realmente capace di supportarlo, e il fatto di essere ‘libero’ non era un fattore di vendita sufficiente tale da scavalcare Android e nemmeno le partnership con operatori locali.

Jolla funziona anche con bit proprietari, così ha messo da parte una grande parte di utenti.

Ubuntu Touch allo stesso modo non ha radunato tutta la comunità e non aveva pianificato una crescita organica di lungo periodo.

Fairphone è grande, dovrebbero lavorare su hardware che gira su GNU/Linux non Android.

Anche Replicant, è grandioso, ma è soltanto un approccio al problema dal lato del software (reverse engineering), invece che fabbricare dall’inizio con software libero.

Purism unisce le comunità, produce il primo telefono con hardware e software etici, che può crescere in maniera organica e fare la differenza nel futuro del mobile computing. Noi abbiamo lavorato e imparato da tutte queste esperienze per creare qualcosa di differente che può veramente risolvere i problemi e anche durare a lungo.”

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