LawBreakers, lo sparatutto giusto al momento sbagliato

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di Dario Marchetti

A molti lettori il nome Cliff Bleszinski non dirà praticamente nulla. Ma scommetto che se vi dico Gears of War, probabilmente si accenderà più di una lampadina. Ecco, il signor Cliff è stato il papà della fortunatissima saga sparatutto che ha trainato a lungo le vendite di casa Microsoft da Xbox 360 in poi. Dopo aver lasciato le redini del progetto nel 2012, nel 2014 Bleszinski fonda uno studio di sviluppo tutto suo. Per poi dare vita, dopo tre anni di lavoro, a una nuova, scintillante creatura. Che, inutile dirlo, non abbandona gli esplosivi lidi del genere sparatutto.

Guardie e ladri
LawBreakers, come dice il nome, mette una contro l’altra due squadre di cinque giocatori. Da un lato i tutori della legge, i Law, dall’altra i vili felloni, ovvero i Breakers. A disposizione di ogni singolo guerriero ci sono ben nove classi diverse, ognuna dotata di armi, abilità e stili di gioco diversi, nove ruoli che ben si distanziano dai classici archetipi del genere, come il cecchino, il medico o il demolitore. Non solo: LawBreakers tenta di distinguersi dalla massa anche con l’utilizzo di un gameplay anticonvenzionale. Al centro di ogni mappa, indipendentemente dalla modalità di gioco, ci sarà infatti una zona a gravità zero nella quale ci si ritroverà a fluttuare liberamente in tutte le direzioni. Aggiungendo, ovviamente, un ulteriore livello di complessità (e di adrenalina) ai già fulminei scontri a fuoco. Stare coi piedi per terra sarà, letteralmente, impossibile.

Il dilemma Overwatch
A grandi linee, oggi il mondo degli sparatutto online potrebbe essere diviso in due grandi famiglie. Da un lato Call of Duty, Battlefield e i loro epigoni, titoli nei quali si impersonano soldati senza volto, personalizzabili nell’equipaggiamento e nelle abilità man mano che si cresce di livello. Dall’altro Overwatch e i suoi (malriusciti) fratelli, giochi nei quali impersonare eroi dal carattere ben definito e dalle abilità uniche quanto non modificabili. LawBreakers appartiene inevitabilmente a questa seconda famiglia, visto che ogni classe, ogni personaggio, ha una sua estetica e un parco mosse diametralmente diverso dalle altre. Il problema è che, a differenza di Overwatch, con la sua ambientazione cyberpunk LawBreakers non può contare su quello stile cartoon in grado di attirare anche i meno duri e puri. Il che, unito alla scelta di non includere quasi alcun tutorial o spiegazione sulle meccaniche di gioco, trasforma il titolo di Cliff Bleszinski in un piatto prelibato destinato solo a palati esperti e navigati, temprati da anni di battaglie online.

Pochi, ma buoni
E non finisce qui. LawBreakers deve anche fare i conti con un mercato degli sparatutto ormai saturo e decisamente polarizzato, con grandi, grandissime masse di giocatori che si dividono tra pochi titoli ben precisi. Come Call of Duty e Overwatch, certo, ma anche successi indie come Playerunknown’s Battlegrounds. Il risultato è un gioco coi controfiocchi al quale però manca il giusto appeal. Va lodata quindi la scelta degli sviluppatori di venderlo ad appena 29,90 euro, con tutti i futuri aggiornamenti (incluso l’arrivo di nuovi eroi) già inclusi nel prezzo e senza bisogno di scucire nemmeno un centesimo in più. In attesa di tempi migliori l’acquisto per ora è consigliato solo ai pistoleri dal clic veloce. Che non è certo poco.

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