Agents of Mayhem, chi fa da sé fa (caos) per tre

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di Dario Marchetti

Vi ricordate di Grand Theft Auto, per gli amici GTA? Bene. E di Saints Row, il suo clone dal taglio dissacrante? Benissimo. Anche perché gli sviluppatori dello studio Volition, che più di dieci anni fa diedero vita a questa fortunato franchise a metà tra l’ultrapop e il cafonal, sono appena tornati sulla scena con un titolo nuovo di zecca, chiamato Agents of Mayhem. Con la promessa, anzi la scommessa, di dare nuova linfa a un genere rimasto spesso troppo uguale a se stesso.

Un, due, tre: agente!

La storia è semplice: in un futuro non meglio precisato, i membri dell’agenzia Mayhem lottano a livello internazionale contro i tecnoterroristi meglio conosciuti come Legion. Rispetto ai soliti videogiochi open-world, Saints Row incluso, Agents of Mayhem non punta tanto sul dolce vagabondare all’interno della mappa, che non è nemmeno poi così grande. Quanto su un corposo set di missioni da portare a compimento per sbloccare via via potenziamenti, armi, veicoli. Ma la vera novità del gioco sta nel sistema a squadre: prima di ogni avventura, infatti, dovremo scegliere 3 agenti da far intervenire sul campo. Questo perché in qualsiasi momento, con una pressione dei tasti direzionali, potremo passare da un personaggio all’altro, sfruttandone abilità e punti di forza, a seconda della situazione e dei nemici da affrontare.

Agents of Overwatch
Per raccontare i vari snodi della (semplice) trama, Volition ha impiegato un misto di sequenze interne al gioco e momenti di animazione in pieno stile anime giapponese. Una scelta che fa il paio con i dodici agenti a disposizione, tutti dotati di una propria storia e con caratteri ben distinti tra loro. A partire da Hollywood, classico attore americano rubato all’ultimo blockbuster, fino a Yeti, un Hulk in salsa sovietica in grado di sfruttare il potere del ghiaccio, ogni Agente adotta tattiche di gioco diverse tra loro, tutte ugualmente divertenti e in grado di soddisfare gli appetiti di ogni videogiocatore. Una soluzione che ricorda molto da vicino quella fatta da Overwatch, lo sparatutto online della Blizzard (quelli di World of Warcraft, Diablo, Hearthstone e tanti altri) che proprio grazie al suo cast di eroi ha conquistato al volo milioni di appassionati. Da notare poi come Agents of Mayhem abbia abbandonato i toni dissacranti e per nulla politically correct di Saints Row, puntando invece su un’ironia più leggera ma pur sempre ricca di riferimenti pop.

Un passo alla volta
E se i personaggi sprizzano carisma da tutti i pori, pardon, poligoni, lo stesso non può dirsi ahimé del mondo di gioco: la futuristica Seoul che fa da sfondo ad Agents of Mayhem infatti, oltre a non essere così gigantesca, sembra un po’ tutta uguale, priva di punti di riferimento davvero caratteristici. Poco male però, visto che come dicevamo il gioco è più interessato a farci affrontare, una dopo l’altra, le tante missioni a disposizione. Che oltre a farci guadagnare soldi, gadget e armamenti, faranno salire di livello sia i nostri agenti che la stessa agenzia Mayhem. Consentendoci così di inviare gli agenti meno utilizzati, i panchinari per intenderci, in missioni sparse per il globo, dalle quali ricevere materiali utili a forgiare ulteriori potenziamenti. Il rischio di cadere nella routine è dietro l’angolo, certo, anche a causa dell’assenza di modalità multigiocatore o cooperativa online. Ma allo stesso tempo Agents of Mayhem è in grado di regalare decine di ore di spensieratezza, contraddistinte da uno stile sopra le righe, un gameplay piacevolmente fracassone e un sistema di progressione davvero sorprendente in termini di profondità. Che il caos sia con voi.

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