Un supercomputer sulla ISS

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di Francesco Taglialavoro

La navetta cargo “Dragon” senza equipaggio è stata lanciata con successo da Cape Canaveral verso la Stazione Spaziale Internazionale, con a bordo una serie di esperimenti scientifici e il più potente computer mai messo in orbita. Tre minuti dopo il lancio il primo stadio del vettore Falcon 9 si è separato per poi atterrare come previsto nello stesso Cape Canaveral utilizzando dei retrorazzi, poco dopo la Space X ha confermato l’ingresso in orbita della Dragon, che dovrebbe attraccare sull’Iss mercoledì.

Lo Spaceborne Computer, costruito dalla Hewlett Packard, verrà testato per accertare se sia in grado di operare nelle condizioni di volo spaziale (specie per quel che riguarda le radiazioni), per un periodo di un anno, analogo a quello di un ipotetico viaggio verso Marte. Si tratta della dodicesima delle venti missioni di rifornimento alla Iss previste dal contratto fra la Nasa e la Space X, del valore di 1,6 miliardi di dollari; il riutilizzo del primo stadio del razzo vettore è un tentativo dell’azienda californiana di contenere i costi.

Si tratta – si legge sul sito NASA – di un sistema di 4 computer: 2 si trovano a bordo della ISS e 2 sulla Terra che agiscono come gruppo di controllo per l’intero esperimento.

Secondo alcune fonti sullo Spaceborn computer gira una versione specializzata di Linux ed è raffreddato ad acqua.

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