Appello dell’Italian Linux Society per indicizzare il software libero nella P.A.

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di Francesco Taglialavoro

In una lettera aperta il presidente dell’ILS, Roberto Guido,  sollecita provvedimenti per migliorare la fruizione dell’elenco di programmi open source a disposizione dei Comuni italiani e, più in generale, una sorta di ‘testo unico’ per chi intende sviluppare programmi utili alla pubblica amministrazione

“Tra i tanti comuni italiani che sono stati chiamati al voto l’11 giugno uno ha la particolarità di averlo fatto per la prima volta. Mappano, in provincia di Torino, è stato promosso dallo status di “frazione” a quello di “Comune” solo nel 2013, ed ha ora per la prima volta eletto un proprio consiglio comunale, cui spetta il non facile compito di costruire una nuova amministrazione da zero, ma con la rara opportunità di poterlo fare senza vincoli pregressi.

Il neo eletto Consiglio ha la necessità di allestire una propria infrastruttura informatica e di dotarsi di servizi digitali, sia per i cittadini che per il suo stesso funzionamento interno, ed in ossequio delle linee guida del Codice di Amministrazione Digitale ha deciso di adottare soluzioni libere ed opensource e riusare quanto già sviluppato da altre amministrazioni simili.

Il lodevole intento è purtroppo ostacolato dalla mancanza di informazioni e riferimenti: a distanza di 11 anni dalla pubblicazione del suddetto Codice risulta ancora difficile, se non impossibile, reperire soluzioni libere e riusabili specifiche per la PA. Il Catalogo Nazionale dei Programmi Riutilizzabili, oggi in carico all’Agenzia per l’Italia Digitale, è scarsamente curato ed in massima parte riporta riferimenti ad applicazioni proprietarie o non più reperibili, né esiste una rete – ufficiale o ufficiosa – di soggetti cui rivolgersi.

Il Comune di Mappano, insieme ad Italian Linux Society, lancia dunque un appello a tutti i comuni per raccogliere soluzioni ad-hoc per l’amministrazione: protocollo, catasto, gestione personale, servizi demografici e finanziari. I comuni italiani con meno di 10.000 abitanti, e dunque con risorse e competenze interne troppo modeste per potersi autonomamente e rapidamente dotare di una completa struttura digitale, sono 6.700 su un totale di 8.000: obiettivo dell’iniziativa è quello di indicizzare in modo più efficace e conveniente il patrimonio software di pubblica utilità in uso e renderlo più facilmente accessibile a queste realtà, nonché di dare supporto tecnico ai comuni che hanno internamente implementato le proprie soluzioni e vogliono condividerle con gli altri”.

L’Agenzia per l’Italia Digitale
Questo il Comunicato dell’ILS; c’è da dire che l’Agenzia per l’Italia Digitale ha inserito sulla home page del suo sito un grande banner orizzontale che porta ad una pagina per le segnalazioni dei progetti open source al fine di raccogliere proposte di software da rilasciare con licenza open source, sviluppato presso le pubbliche amministrazioni italiane, per renderlo disponibile tramite la piattaforma di collaborazione Developers Italia: un’iniziativa di AgID e del Team Digitale.

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