Wipeout Omega Collection, a rotta di collo verso la nostalgia

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di Dario Marchetti

Quando si parla di “remaster”, ovvero di vecchi videogiochi ripubblicati dopo una corposa revisione nel comparto grafico (ma non solo), ci sono due alternative: quelli che finiscono per riproporre titoli poco interessanti oppure già usciti su ogni piattaforma possibile immaginabile (vedi alla voce: Resident Evil 4), e quelli che pescano con saggezza nel cassetto della memoria, riportando in auge giochi (e a volte generi) quasi dimenticati. E non ci sono dubbi che appartenga al secondo caso la Wipeout Omega Collection, riedizione di tre titoli della gloriosa saga di corse futuristiche nata in casa Sony.

Nel 1995, quando le corse di F-Zero della Nintendo non avevano ancora fatto il salto nelle tre dimensioni, Wipeout diede vita a un franchise di successo basato su pochi, semplici ingredienti: ambientazioni da urlo, colonna sonora ad alto tasso elettronico e una velocità spaccamascella. Nel corso degli anni la grafica è migliorata, il gameplay si è fatto più fluido, ma l’obiettivo è rimasto sempre lo stesso: andare più veloce degli altri. La Collection appena uscita su Playstation 4 riesce quindi a restituire gli stessi brividi di allora, raccogliendo in un solo gioco i remaster di Wipeout HD e HD Fury (usciti su Playstation 3) e Wipeout 2048 (uscito sulla portatile PS Vita).

Il lavoro di restyling grafico è davvero impressionante, soprattutto per quanto riguarda Wipeout 2048, concepito per una console portatile ma che in questa versione non sfigura neppure quando lo si gioca su un televisore di grandi dimensioni. Tra circa 30 tracciati disponibili, 46 navicelle da sbloccare e multiplayer online fino a 8 giocatori, la carne al fuoco è davvero tanta. Per non parlare della musica, con Chemical Brothers, Prodigy e tanti altri a far da corredo perfetto alle corse spezzacollo di questo futuro remoto. Piccolo appunto sul prezzo: se invece di 34,99 euro (per la versione digitale) Sony ne avesse chiesti una decina in meno, questo remaster avrebbe fatto gola anche, o forse soprattutto, ai meno impallinati della saga. Dalle terre della nostalgia è tutto, la linea può tornare allo studio.

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