Benvenuti a LudoTech, un blog che non ritorna

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di Sandro Calice

Operazione (nostalgia) mirata o tendenza (ritorno) diffusa che sia, la riedizione in chiave moderna di idee vincenti del passato travolge tutti. Ma lo sapevate che di tecnologia ci si può anche ammalare? Questa è la foto del momento, cominciamo da qui

Ogni giorno risaliamo sul nostro personale treno della tecnologia che corre sparato verso il futuro, ma da qualche tempo ci piace (e ci suggeriscono di) mettere in valigia pezzi del nostro passato. Ormai è una tendenza, e più di qualcuno l’ha battezzata ‘operazione nostalgia’. Ma potrebbe essere anche altro.


Segnali dal passato
“Tornare” e “ritornare” sono tra i verbi più usati in questo momento, torna la moda dei decenni passati, tornano le auto storiche rivedute e corrette, tornano eroi e storie di celluloide. E’ tornata anche la Nintendo (casa specializzata in nostalgia) che ha tirato fuori – dopo il boom planetario di Pokemon Go – la Nintendo Classic Mini: Nintendo Entertainment System, una riedizione in scala dello storico NES, collegabile agli schermi HD e con 30 giochi inclusi nel pacchetto: campioni di commoventi ricordi come Donkey Kong, Mario Bros., Pac-Man e Zelda. Pare che stiano tornando anche gli Swatch, i celebri orologi ‘economici’ che impazzavano negli anni ’90 e che oggi al mercato del collezionismo regalano qualche soddisfazione.

Di sicuro è tornato il Nokia 3310, il cellulare culto simbolo di un’intera generazione: è più leggero, colorato, con uno schermo più grande e con la solita, mostruosa, durata di batteria. Circa 50 euro per telefonate, sms e l’irresistibile Snake, nient’altro. Ma abbiamo la sensazione che la scommessa di Hmd Global, l’azienda finlandese che detiene i diritti del brand Nokia, sia vincente. La tendenza ‘ritorno’, poi, contagia anche i videogiochi, soprattutto quelli in formato app per smartphone, dove impazzano titoli in pixel art come Minecraft, tripudio di avventure a quadratini stile anni Ottanta. Una tendenza che dilaga e che non interessa solo i giocattoli tecnologici. Ne sa qualcosa l’industria della musica, che già da un po’ saluta contenta la seconda vita di vinile e musicassette. Il primo non è mai veramente morto, e dal 2006 conquista sempre più appassionati: secondo Nielsen già nel 2008 si vendevano più vinili che nei 15 anni precedenti e oggi il trend è tutt’altro che in calo, visto che molti artisti hanno ripreso a pubblicare i loro lavori sullo storico supporto analogico. Meno corposa, ma altrettanto significativa, la rinascita delle musicassette, le cui vendite nei soli Stati Uniti, secondo un rapporto di Nielsen Music, sono cresciute del 74% nel 2016.

E’ chiaro che questa ‘operazione nostalgia’ o ‘tendenza ritorno’ ha diverse spiegazioni, comprese quelle che parlano di un futuro che può disorientare, vista la velocità con cui arriva, oppure che già annoia con le sue continue cose nuove ma da tempo non rivoluzionarie. Così come c’è anche chi si ferma e guarda indietro perché sente il bisogno di disintossicarsi (ormai non sei nessuno se non hai provato a vivere almeno una settimana senza smartphone per raccontarlo poi a tutti su qualche social network), perché di tecnologia, di internet e di futuro ci si può anche ammalare.
Pensate che la testata ‘The Week’ ha già fatto un elenco delle cinque principali patologie digitali: c’è la Nomofobia, la no-mobile fobia, cioè la paura di restare senza connessione o senza smartphone; la Tecninferenza, cioè l’ansia generata dalla continua interferenza degli oggetti tecnologici con la nostra vita quotidiana; la Chiamata fantasma, cioè la falsa sensazione di sentire il telefono squillare o vibrare; la Cybercondria, cioè la tendenza a usare il web come medico per interpretare sintomi di eventuali malattie; infine, la “Truman Show Delusion“, dal celebre film del 1998 con Jim Carrey, cioè la sensazione ossessiva di sentirsi sempre al centro dell’attenzione.


E quindi, LudoTech
Noi invece pensiamo che la tecnologia, Internet e il nostro futuro digitale possano e debbano essere vissuti con più leggerezza, nel senso calviniano del termine: da qui l’idea di questo blog. Cercheremo di parlare dell’aspetto ludico del Tech, di raccontarvi tendenze come la nostalgia di cui abbiamo detto all’inizio, di videogiochi (spiegati), di app (le migliori secondo noi), di gadgets (soprattutto quelli superflui di cui non sapevate di non poter fare a meno), di software ( le alternative al mainstream). Di tutto quello, insomma, che dimostra come la tecnologia in fondo non sia altro che il gioco più utile che ci è mai capitato tra le mani. Buon divertimento.

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