Nintendo lancia Switch, la console da salotto che ti segue anche fuori casa

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di Dario Marchetti

L’intera storia di Nintendo è costellata di scommesse. A partire dagli anni ‘80 ogni singola console prodotta dalla casa giapponese ha infatti avuto, nel bene e nel male, un suo segno particolare, una voce fuori dal coro che spesso si è rivelata profetica. Dal Nintendo 64, che per primo rese popolari levette analogiche e vibrazione del controller, passando per il successo planetario del Wii, coi suoi sensori di movimento, e il fallimento colossale del Wii U, una console finita male anche per errori di marketing e tempismo. E se le macchine sono cambiate nel tempo, a essere rimasto uguale è quello spirito nato nel 1889, quando l’azienda produceva carte da gioco. Ovvero mettere il divertimento, la fantasia e la socialità al centro di tutto. Tre elementi che rivivono all’interno di Switch, l’ultima arrivata di casa Nintendo, disponibile anche in Italia dal 3 marzo.

Una console, mille modi di giocare
A differenza di Wii U, composto da un corpo centrale e un controller dotato di schermo, Switch non è altro che un tablet da 6,2 pollici dotato di due controller, chiamati Joy-Con, agganciati sui lati. Non ci sono fili da collegare alla tv, né un cavo che tenga la console ancorata a qualche presa elettrica sul muro: Switch può essere liberamente utilizzata a casa così come in metropolitana, in treno così come in aereo. Una console portatile a tutti gli effetti, ma che nel tempo di un clic si trasforma in una macchina casalinga: una volta inserita Switch nella sua base di ricarica, il videogioco scompare dal display piccolo e viene proiettato automaticamente sul televisore. Un altro clic ed estraendola dalla base si torna a giocare in mobilità. Praticamente la realizzazione del sogno di ogni videogiocatore, cioè quello di portare fuori casa lo stesso identico videogioco da salotto.

I due controller Joy-Con meritano un discorso a parte. Quando si utilizza Switch in modalità tv, vanno sganciati dalla console e agganciati al Grip, un’impugnatura che ricorda quella di un classico controller in stile Playstation o Xbox. Oppure dividerli tra i due giocatori e lanciarsi sul divano per una partitella in compagnia, visto che ogni Joy-Con è dotato sia di pulsanti che di sensori di movimento molto precisi, perfetti per un po’ di minigiochi spensierati o una sfida a Mario Kart.

Piccola…ma potente?
Dopo dieci anni di Wii e Wii U, molti fan della Nintendo si aspettavano una console finalmente al passo con la potenza di PS4 e Xbox One. E anche questa volta, purtroppo, ne escono delusi. Perché anche se all’interno della console c’è un chip Tegra prodotto da Nvidia, il meglio del meglio quando si parla di dispositivi mobili, lo schermo ha una risoluzione di appena 720p, che in modalità televisore arriva a qualità Full HD, certo, ma rimanendo sempre ben lontano da quel 4K che ormai è il nuovo orizzonte del settore. Svantaggi tecnici a parte, va comunque detto che i giochi di Nintendo non hanno mai puntato sulla pura potenza visiva, scegliendo invece di catturare la fantasia con colori, personaggi e mondi unici nel loro genere. Basta dare un’occhiata a Zelda: Breath of the Wild, il principale gioco di lancio, per rendersi conto che, poligoni e texture a parte, lo Switch è in grado di produrre immagini a loro modo strabilianti. Che, soprattutto su uno schermo più ridotto, sembrano un vero dipinto animato.

La terza via
Insomma, mentre Sony e Microsoft viaggiano spediti verso un orizzonte dove le console sono sempre più simili a potenti pc, Nintendo sceglie ancora una volta un’altra strada. E Switch, che in inglese significa cambio, scambio, passaggio, non sta a significare solo la capacità di questa console di mutare forma a seconda delle necessità. Ma anche la scelta di inseguire un altro modo di giocare, diverso dal solito e forse per questo anche più sorprendente. Se Switch riuscirà o meno a replicare altri successi di Nintendo, è ancora presto per dirlo. Tra un prezzo di base piuttosto alto, ben 329 euro (più di PS4 e Xbox One) una batteria che sembra durare solo tra le 3 e le 4 ore e un parco giochi che oltre a pezzi da ‘90 come Zelda (già uscito) e Super Mario (in arrivo entro l’anno) non vede ancora grandi esclusive di terze parti. Di certo vi sapremo dire di più una volta messe le mani su questa piccola, grande console. Che anche stavolta, lo dicevamo all’inizio, è una bella scommessa. Forse la più grande che Nintendo abbia mai lanciato, da un secolo a questa parte.

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